Un aumento di capitale, come noto, incide direttamente sulla struttura finanziaria dell’impresa, sugli equilibri della compagine sociale e sulle dinamiche di governance. La delibera può essere inquadrata come un’operazione straordinaria attraverso la quale la società modifica il proprio assetto patrimoniale, rafforzando la base di mezzi propri destinati allo svolgimento dell’attività d’impresa.
L’istituto dell’aumento di capitale, disciplinato dal codice civile con riferimento alle società di capitali, trova oggi particolare rilievo nell’ambito delle start-up innovative, nelle quali esso rappresenta lo strumento privilegiato per l’ingresso di investitori, la valorizzazione dell’impresa e il consolidamento della credibilità sul mercato. Le più recenti modifiche normative introdotte nel 2024 hanno ulteriormente rafforzato il legame tra aumento di capitale e sviluppo delle imprese innovative, incidendo sia sui requisiti di permanenza nella sezione speciale del Registro delle imprese, sia sulle agevolazioni fiscali riconosciute agli investitori.
L’obiettivo del presente contributo è offrire una guida ragionata sull’aumento di capitale nelle società a responsabilità limitata e nelle start-up innovative, illustrandone la funzione economica, le modalità di deliberazione, i presupposti civilistici e i profili fiscali, con particolare attenzione alle novità introdotte dalla recente legislazione di settore.
L’aumento di capitale nelle società commerciali
Nelle società commerciali si ha un aumento di capitale quando viene incrementato l’ammontare del capitale sociale originariamente sottoscritto. La delibera di aumento di capitale può avvenire mediante nuovi conferimenti da parte dei soci o di terzi, configurando un aumento oneroso, ovvero mediante l’imputazione a capitale di riserve e fondi disponibili, dando luogo a un aumento gratuito.
La funzione primaria dell’aumento di capitale è tradizionalmente individuata nella garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori sociali. Il capitale sociale, infatti, rappresenta un indice di affidabilità economica e un parametro di valutazione della solidità dell’impresa, rilevante sia nei rapporti con il sistema bancario sia nelle relazioni commerciali con fornitori e partner.
Sotto il profilo procedimentale, l’aumento di capitale è deliberato dall’assemblea dei soci riunita in sede straordinaria, con l’intervento necessario del notaio, il quale redige il verbale in forma di atto pubblico e ne cura il deposito presso il Registro delle imprese. Il codice civile prevede, in talune ipotesi e qualora lo statuto lo consenta, la possibilità che l’aumento di capitale sia deliberato dall’organo amministrativo, fermo restando il controllo notarile. L’operazione richiede, quale presupposto imprescindibile, la previa integrale liberazione dei conferimenti già dovuti, a tutela dell’integrità del capitale sociale e della parità di trattamento tra soci.
L’aumento di capitale nelle Srl
Nelle società a responsabilità limitata l’aumento di capitale è disciplinato dagli articoli 2481, 2481-bis e 2481-ter del codice civile e si caratterizza per una struttura più flessibile rispetto a quella prevista per le società per azioni.
L’operazione può essere deliberata solo a condizione che i conferimenti precedentemente dovuti siano stati integralmente eseguiti, in quanto il legislatore intende evitare che l’aumento di capitale venga utilizzato quale strumento surrettizio per eludere obblighi di versamento già assunti.
Nella Srl l’aumento di capitale avviene mediante conferimenti in denaro, beni in natura o crediti, nonché, in virtù della maggiore elasticità del modello, attraverso conferimenti di prestazioni d’opera o di servizi, purché assistiti da idonea garanzia.
A differenza della società per azioni, l’aumento di capitale nella Srl si realizza esclusivamente attraverso l’incremento del valore nominale delle quote di partecipazione. Il principio dell’unicità della quota comporta che ogni socio mantenga una partecipazione unitaria, la cui entità può essere modificata solo mediante variazione del valore nominale.
La delibera di aumento di capitale deve individuare un termine per la sottoscrizione, che non può essere inferiore a trenta giorni dalla comunicazione ai soci. I sottoscrittori sono tenuti a versare almeno il venticinque per cento del capitale sottoscritto al momento della sottoscrizione, mentre l’intero importo deve essere versato nel caso di società unipersonale.
Quando l’aumento di capitale è attuato mediante conferimenti in beni in natura o crediti è necessaria una relazione giurata di stima redatta da un esperto designato dal tribunale, ai sensi dell’articolo 2343 del codice civile, contenente la descrizione dei beni conferiti, i criteri di valutazione adottati e l’attestazione che il loro valore è almeno pari a quello attribuito ai fini della determinazione del capitale e dell’eventuale sovrapprezzo.
Particolare rilievo assume il sovrapprezzo, che consiste nella somma versata dal sottoscrittore in eccedenza rispetto al valore nominale della partecipazione. Nell’aumento di capitale con sovrapprezzo, la quota imputata a capitale incrementa il capitale sociale nominale, mentre l’eccedenza confluisce in una riserva patrimoniale. Il sovrapprezzo svolge una funzione di riequilibrio tra soci originari e nuovi investitori, riflettendo il valore economico dell’impresa al momento dell’operazione e rappresentando, soprattutto nelle start-up innovative, il prezzo di ingresso nella compagine sociale.
L’aumento di capitale nelle startup innovative
Nell’ambito delle startup innovative, l’aumento di capitale assume una funzione che trascende la mera dimensione patrimoniale e si configura quale strumento di crescita, sviluppo tecnologico e apertura al mercato degli investitori. A differenza delle società tradizionali, nelle quali l’aumento di capitale è frequentemente destinato al rafforzamento della garanzia patrimoniale, nelle startup innovative esso rappresenta il meccanismo ordinario attraverso cui vengono finanziate le fasi di ricerca e sviluppo, validazione del modello di business e scalabilità dell’iniziativa imprenditoriale.
L’aumento di capitale è, nella prassi, prevalentemente a pagamento e con sovrapprezzo, soprattutto quando l’operazione è riservata a investitori professionali, fondi di venture capital, business angel o organismi di investimento collettivo del risparmio. Talvolta di inserisce anche in un quadro più complesso volto all’esclusione di un socio pregresso (qui un approfondimento dedicato sul tema).
Il sovrapprezzo, in tale contesto, riflette la valorizzazione dell’impresa al momento dell’ingresso dell’investitore e incorpora la differenza tra il valore nominale del capitale sociale e il valore economico effettivo della società, determinato attraverso attività di due diligence legale, fiscale e finanziaria. La nozione di valore pre-money e post-money diviene, dunque, elemento strutturale dell’operazione di aumento di capitale, in quanto consente di determinare la percentuale di partecipazione spettante al nuovo socio in relazione all’investimento effettuato.
L’aumento di capitale è solitamente preceduto dalla sottoscrizione di un term sheet o di un contratto di investimento, nel quale vengono disciplinate le condizioni dell’operazione, inclusi eventuali diritti particolari, clausole di governance e meccanismi di tutela quali le clausole di co-vendita.
Le fasi dell’aumento di capitale nelle startup innovative: delibera, sottoscrizione, liberazione e attestazione
L’aumento di capitale nelle startup innovative si articola in una sequenza procedimentale che, pur muovendo dalla disciplina generale delle società a responsabilità limitata, assume nella prassi operativa connotati peculiari, soprattutto in presenza di investitori terzi.
La prima fase è costituita dalla delibera di aumento di capitale, adottata dall’assemblea dei soci con le maggioranze previste dall’atto costitutivo e formalizzata mediante atto pubblico alla presenza del notaio, salvo che lo statuto attribuisca la competenza all’organo amministrativo nei limiti consentiti dalla legge.
Prima di procedere alla delibera di aumento di capitale, è necessario verificare che le quote precedentemente emesse siano state integralmente liberate e che non sussistano perdite tali da incidere sull’integrità del capitale sociale. La presenza di perdite inferiori a un terzo del capitale non preclude, in linea di principio, l’operazione, mentre situazioni più gravi richiedono interventi preliminari di ripristino dell’equilibrio patrimoniale. Ove tali presupposti non risultino integrati, è possibile adottare contestualmente le delibere necessarie a sanare le criticità prima di procedere all’aumento di capitale.
Alla delibera segue la fase della sottoscrizione, che può avvenire contestualmente all’adozione della decisione o entro un termine stabilito, specie nelle operazioni di investimento strutturate. La sottoscrizione comporta l’obbligo di liberazione della quota, mediante versamento almeno del venticinque per cento della parte imputata a capitale e dell’intero sovrapprezzo, se previsto.
L’ultima fase è costituita dall’attestazione dell’avvenuta esecuzione dell’aumento di capitale, che l’organo amministrativo deve depositare presso il Registro delle imprese entro trenta giorni dalla sottoscrizione. Solo con tale iscrizione l’aumento di capitale diviene pienamente efficace nei confronti dei terzi e può essere legittimamente menzionato negli atti societari.
Aumento di capitale e permanenza nella sezione speciale: le nuove regole per startup
Le più recenti modifiche normative introdotte dalla Legge n. 193 del 16 dicembre 2024 hanno rafforzato il nesso tra aumento di capitale e permanenza delle startup innovative nella sezione speciale del Registro delle imprese. Per un approfondimento sui requisiti di permanenza nel registro si legga l’approfondimento dedicato al tema.
Il legislatore ha previsto che l’iscrizione, inizialmente limitata a tre anni, possa essere estesa fino a cinque anni complessivi, a condizione che l’impresa soddisfi determinati requisiti di crescita e consolidamento.
Tra questi assume particolare rilievo l’incremento delle spese in ricerca e sviluppo fino al venticinque per cento del valore della produzione, nonché l’aumento significativo dei ricavi o dell’occupazione.
In tale contesto, l’aumento di capitale agevola il raggiungimento dei parametri richiesti dalla legge. In particolare, la costituzione di una riserva patrimoniale superiore a cinquantamila euro mediante finanziamento convertendo o mediante aumento di capitale a sovrapprezzo, sottoscritto da investitori professionali, incubatori certificati o tramite equity crowdfunding, rappresenta uno dei requisiti idonei a consentire la proroga dell’iscrizione. L’aumento di capitale diviene così un vola no per la prosecuzione nel regime speciale.
Le nuove agevolazioni fiscali per startup e PMI innovative dopo le Leggi 162/2024 e 193/2024
L’evoluzione normativa del 2024 ha inciso in maniera significativa anche sul regime fiscale connesso all’aumento di capitale delle startup innovative e delle PMI innovative, rafforzando gli strumenti di incentivazione degli investimenti nel capitale di rischio.
Le persone fisiche che investono nel capitale di una startup innovativa possono beneficiare di una detrazione dall’IRPEF pari al diciannove per cento dell’investimento, fino a un importo massimo di un milione di euro, a condizione che la partecipazione sia mantenuta per almeno tre anni. La detrazione può essere fruita nel periodo d’imposta dell’investimento e nei due successivi, entro il limite temporale previsto dalla legge.
In regime de minimis, la detrazione è stata elevata al sessantacinque per cento per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2025, entro il limite massimo di centomila euro annui, purché l’investimento non determini una partecipazione qualificata superiore al venticinque per cento del capitale o dei diritti di governance e il contribuente non sia fornitore di servizi alla startup per un fatturato eccedente il venticinque per cento dell’investimento agevolabile.
Per i soggetti passivi IRES, è riconosciuta una deduzione pari al trenta per cento dell’investimento, fino a un massimo di un milione e ottocentomila euro, sempre con obbligo di mantenimento triennale. La Legge n. 162 del 28 ottobre 2024 ha inoltre previsto che, qualora la detrazione superi l’imposta lorda dovuta, l’eccedenza si trasformi in credito d’imposta utilizzabile in compensazione o in diminuzione delle imposte dovute. Tale meccanismo amplia la fruibilità dell’incentivo, rendendo l’aumento di capitale nelle imprese innovative uno strumento fiscalmente ancora più attrattivo per il mercato degli investitori.
Le clausole di drag along e tag along nell’aumento di capitale delle start-up
Nelle operazioni di aumento di capitale riservate a investitori terzi, in particolare nel contesto delle startup innovative, assumono rilievo centrale le clausole statutarie o parasociali di drag along e tag along, strumenti negoziali funzionali alla regolazione delle future dinamiche di trasferimento delle partecipazioni sociali. Tali clausole, di derivazione anglosassone ma ormai stabilmente recepite nella prassi societaria italiana, si inseriscono frequentemente in occasione di un aumento di capitale che comporti l’ingresso di un investitore professionale, il quale richiede adeguate tutele in vista di una futura operazione di exit.
La clausola di drag along attribuisce al socio di maggioranza, o a una determinata categoria di soci individuata nello statuto o nel contratto di investimento, il diritto di obbligare i soci di minoranza a vendere le proprie partecipazioni a un terzo acquirente alle medesime condizioni economiche e contrattuali. Essa è funzionale a rendere più agevole la cessione dell’intero capitale sociale o di una partecipazione di controllo, evitando che l’opposizione di soci minoritari possa ostacolare un’operazione strategica di disinvestimento.
La clausola di tag along, di converso, tutela il socio di minoranza, riconoscendogli il diritto di partecipare alla vendita promossa dal socio di maggioranza, cedendo la propria quota alle stesse condizioni offerte al socio cedente. In tal modo si evita che il socio di minoranza resti vincolato in una compagine modificata sostanzialmente senza poter beneficiare del medesimo prezzo di cessione.
L’inserimento di tali clausole, spesso contestuale a un aumento di capitale con sovrapprezzo, è un elemento qualificante della governance delle startup innovative e incide in modo significativo sugli equilibri tra soci fondatori e investitori.
Società commerciali, startup e digital business. Rivolgiti a noi
L’aumento di capitale, soprattutto quando inserito in operazioni complesse di investimento e riorganizzazione societaria, richiede un approccio integrato che tenga conto dei profili civilistici, fiscali e strategici dell’operazione.
L’esperienza maturata nel diritto commerciale e dell’innovazione, nonché nella consulenza a startup innovative ci consente di affrontare le operazioni societario con un’ampia visione d’insieme.
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